Posted on Aug 29, 2004
Forte Chaberton
Posted on Aug 29, 2004

L'escursione al forte Chaberton ha sempre esercitato un profondo fascino su di me, come d'altra parte tutto quello che ha a che fare con episodi storici.

D'altra parte mi è sempre stata presentata come molto faticosa, solo per camminatori abili e ben allenati, considerato l'elevato dislivello (quasi 1.300 m.).

In preda ad un attacco di entusiasmo, ho deciso di farla Sabato 29 Agosto, nonostante il fatto che fosse la terza gita di questa stagione e che fosse da vari mesi che, a parte una sporadica corsetta, non facevo nulla durante la settimana. Ad ogni buon conto scelgo, fra le varie alternative, di partire dal punto più alto, da Montgenevre.

Parto alle 7:00 da Torino e, molto più velocemente di quanto pensassi, arrivo a Claviere verso le 8. Nel percorso, al casello di Oulx, mi accoglie il forte, illuminato dal sole mentre tutta la valle è ancora in ombra.

Dopo una rapida (seconda) colazione mi porto a Montgenevre e alla partenza del sentiero, nel vallone des Baisses. Inizio la camminata alle 8:25, a 1.880 m.

La prima parte del sentiero si snoda su una stradina sterrata in un bel bosco di larici. La pendenza è dolce e riesco a procedere velocemente, aiutato anche dalla temperatura fresca. Ritrovo vecchie sensazioni, quasi dimenticate: il silenzio, il freddo sulla pelle, attenuato dal caldo del mio corpo, un lieve disagio che si gusta, sapendo che dopo, una volta sorto il sole si cuocerà.

Dopo circa tre quarti d'ora, arrivati a 2.260 m., si lascia la stradina e si guada il rio Freddo, o meglio se ci fosse l'acqua si potrebbe parlare di guado ... La strada prosegue fino ad una stazione della seggiovia e a una bergerie.

Mentre mi avvicino, nell'ombra che ancora avvolge la valle, pian piano resco a scorgere un gran gregge di pecore, ancora raggruppate per la notte. I cani pastore si fanno sentire ma non si allontano dal gregge.

Il paesaggio cambia repentinamente, diventa immediatamente arido, più aspro. Il sentiero si adegua, è stretto e aumenta molto la pendenza. Dopo un primo pezzo ancora dolce, fino ad una capanna, il ricovero delle Sette Fontane, si arrampica ripidamente. Appare e scompare in mezzo alle tracce scavate dal torrente.

Dopo circa un'ora di salita arrivo al colle Chaberton, a quota 2.265 m.

Questo è il tratto più duro. Fortunatamente il sole non raggiunge il sentiero che al colle, senza arrostirmi prima.

A questo punto il sentiero si unisce alla vecchia strada militare che sale da Cesana, ampia e comoda. Una volta veniva agevolmente percorsa da moto ed auto fuoristrada. Fortunatamente ora questo non è più consentito.

Inizia l'ultimo tratto, sono circa 500 m. di dislivello che, nonostante l'altitudine, si percorrono facilmente, grazie alla comodità del sentiero (sempre che non ci si lasci tentare da qualche ripida scorciatoia ...)

Salendo, dal colle al forte, si trovano diversi resti delle vecchie fortificazioni, come questo filo spinato.
Filo Spinato

La sommità è una ampia spianata, rivolta verso la Francia, dietro la quale si riparano le 8 torrette per i cannoni.

Con molta cautela è possibile entrare nelle casamatte alla base delle torretta. Queste hanno il pavimento lastricato di ghiaccio e sono, purtroppo, piene di rifiuti lasciati da escursionisti distratti.

Questa è la torretta più devastata, penso che sia quella colpita dalle cannonate francesi durante la breve ed unica battaglia condotta dal forte.

Mentre inizio a scendere, un volo di corvi si posa su un muro del forte, come antiche sentinelle che si accertino che me ne stia veramente andando.
Come antiche sentinelle ...

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